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•°o.O Aℓвєятσ ∂αιиσттι O.o°•..: Welcome to my Spaces :.. Sei entrato/a nel mio blog adesso non puoi uscire senza lasciare almeno una firma nel mio...guest-book, please firmati oppure lascia un commento grazie... Ciao...
4/21/2009 <3I still believe in your eyes
- Traduzione - Io credo ancora nei tuoi occhi 3/10/2009 Iscrivetevi al gruppo del Quintiliano su FacebookIscrivetevi al gruppo del Liceo Quintiliano --> http://www.facebook.com/group.php?gid=42005726035 11/16/2008 Domani 17/11/08 Manifestazione si parte dal Quintiliano alle 9:00DOMANI 17/11/08 TUTTI GLI STUDENTI DI SIRACUSA SONO INVITATI A PARTECIPARE ALLA ...MANIFESTAZIONE NAZIONALE... IL CORTEO INIZIERA' AL LICEO QUINTILIANO (VIALE TISIA) ALLE ORE 9:00 PER POI PROSEGUIRE IL CORTEO CON TUTTE LE ALTRE SCUOLE E ARRIVARE AL PARCO ROBBINSON E DA LI' INIZIERANNO DIBATTITI,ACCESSO AL SAPERE,ECC CON MUSICA E TANTO ALTRO! (((RAGAZZI MI RAKKOMANDO DOBBIAMO PARTECIPARE TUTTI! QUINDI DOMANI ALLE ORE 9:00 AL QUINTILIANO)))"FACCIAMOCCI SENTIRE" (((la scuola ALBERGHIERO inizierà il corteo alla centrale (scala greca) x tutti gli studenti dell'alberghiero appuntamento alle ore 8:00 alla centrale! ))) 11/6/2008 Le mobilitazioni danno i primi frutti e gli studenti lanciano nuove iniziativeApertura sulla riforma dell'università e proroga su alcune misure per la scuola. Le manifestazioni di piazza stanno dando i loro frutti ma gli studenti non abbassano la guardia e rilanciano nuove iniziative contro i tagli all'università già presenti in questa Finanziaria..
I primi effetti delle mobilitazioni studentesche cominciano a farsi sentire. Dopo l'annuncio del rinvio della riforma universitaria che sarà realizzata con un disegno di legge e non per decreto, al fine di cercare un confronto con studenti e professori, salta anche per il 2009 la chiusura degli istituti scolastici con meno di 50 studenti e l'obbligo per le Regioni di presentare il piano entro il 30 novembre 2008, con il conseguente commissariamento per quelle inadempienti. ![]() Al Consiglio dei Ministri, invece, oggi si esamina la parte del decreto Gelmini sui concorsi universitari: blocco delle assunzioni nei prossimi dodici mesi per gli atenei con i bilanci in rosso ma deroga per le università che hanno i conti in regola, blocco dei concorsi già banditi e nuove regole per la nomina delle commissioni per le cattedre. Si passerà dall'elezione diretta dei quattro commissari al sorteggio. Gli altri provvedimenti saranno discussi in un disegno di legge. Un'ulteriore segnale dal governo è arrivato ieri con il licenziamento (secondo quanto riportato da Italia Oggi) di Tito Varrone, il consulente che ha aiutato il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, a realizzare il decreto sulla scuola e quello sull'università. Varrone sarebbe stato allontanato dal suo incarico perchè non avrebbe "risposto alle aspettative della Gelmini". Nonostante i segnali di apertura gli studenti continuano la mobilitazione. Oggi alle 9.30 la Facoltà di Economia della Sapienza ha svolto una lezione di all'aperto, in Piazza Montecitorio. Si mobilita anche la Facoltà di Architettura dell'Università di Alghero che in un comunicato dichiara che "dopo l’assemblea generale di discussione avvenuta stamani mercoledì 5 nei locali del liceo scientifico Enrico Fermi per iniziativa del corpo studentesco, la Facoltà di Architettura promuove una prima giornata generale di incontro, di informazione e di confronto sulla preoccupante situazione nella quale non da oggi, ma oggi in modo particolarmente grave, si trova non solo l’Università italiana ma l’intero comparto della formazione e della ricerca pubbliche. L’invito è per domenica 9 novembre alle ore 10.00 in piazza Civica. Al Consiglio di Facoltà in piazza farà seguito una lezione di Silvano Tagliagambe, dal titolo “Una scuola senza progetto”. Per oggi è la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Cassino ad organizzare un corteo che dalla stazione ferroviaria terminerà in P.zza De Gasperi. Gli studenti in un comunicato tengono a precisare i termini della loro protesta: "Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto molte attenzioni da parte dell’informazione locale, ma non sempre tale attenzione è sintomatologia di corretta informazione. Molte volte vediamo usati i termini: “occupazione”, “protesta contro il rettore” e cose del genere, niente di più falso e tendenzioso. Essenzialmente siamo un gruppo di studenti preoccupati per la situazione che si sta creando attorno al sistema universitario italiano." Anche dall'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani arriva un comunicato con le nuove iniziative per protestare contro i tagli all'università. L'associazione fa sapere che aderirà allo sciopero generale dell'Università e Ricerca di venerdì 14 novembre e annuncia un percorso di mobilitazione nazionale contro i tagli e il blocco del turn-over previsti nella legge 133/08. "Come ADI - afferma il segretario dell’associazione, Giovanni Ricco - stiamo partecipando alle mobilitazioni sui territori e stiamo interagendo con quanto dottorandi e giovani ricercatori stanno organizzando. Nei prossimi giorni lanceremo diverse iniziative sul territorio nazionale perché consideriamo necessario continuare lo stato di informazione sulle conseguenze della 133". "Sarà un Novembre denso di impegni per l'ADI – spiega Francesco Mauriello, presidente ADI e rappresentante CUN e CNSU -: il 5 a Torino e il 10 a Lecce ci sarà la giornata dell'Università alla Frutta, in cui i dottorandi saranno fra i banchi dei mercati per spiegare perché bisogna ritirare la 133. A Padova, l'8 Novembre, dottorandi, assegnisti, borsisti e docenti useranno dei poster per spiegare alla gente l'importanza che la ricerca riveste per la società; lo stesso giorno a Pisa i dottorandi e gli studenti dei corsi di perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore organizzeranno seminari, lezioni e altre attività dal titolo La ricerca del domani, nel laboratorio di oggi." "Siamo disponibili a un dialogo su come riformare l'università e la ricerca, ma a patto che si metta da parte la logica puramente contabile e si cancellino i tagli previsti nella 133, per parlare di maggiori risorse per Università e Ricerca, legandole a sistemi di valutazione e a nuove procedure di reclutamento." - conclude Giovanni Ricco - "Per questo motivo invitiamo tutti i dottorandi e i gli aspiranti giovani ricercatori ad aderire allo sciopero del 14 e a partecipare alle iniziative di protesta e di informazione coordinandosi con tutte le realtà universitarie (studenti, precari, docenti e tecnici amministrativi) in mobilitazione." 11/5/2008 Licenziato il consulente dell'IstruzioneDopo la dichiarazione del Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che si prenderà il tempo per riflettere sulla riforma, arriva oggi la notizia del licenziamento di Tito Varrone, il "padre della riforma"
Sul quotidiano Economico, Giuridico e Politico "Italia Oggi" è stata pubblicata questa mattina la notizia che il capo dell'ufficio legislativo del Ministero dell'Istruzione, Tito Varrone, è stato rimosso dal suo incarico. In pratica Varrone è il consulente che ha aiutato il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, a realizzare il decreto sulla scuola e quello sull'università. Decreti che hanno determinato le proteste del mondo scolastico ed universitario di queste ultime settimane. Ed il suo allontanamento è considerato, secondo alcuni, come "una piccola e per altro inutile concessione alla piazza vociante dopo la gestione non proprio brillantissima prima del cosiddetto decreto Gelmini sulla scuola e poi della bozza di decreto sull'università". Secondo le indiscrezioni trapelate dal Ministero dell'Istruzione, Tito Varrone sarebbe stato allontanato dal suo incarico perchè non avrebbe "risposto alle aspettative della Gelmini". La decisione di licenziate Varrone arriva però subito dopo quella di rallentare con la riforma dell'Università. Infatti, dopo le affermazioni da parte del governo che prevedevano un tentativo di apertura nei confronti di studenti e professori, ieri il Ministro Gelmini ha dichiarato che si prenderà "il tempo che occorre" per riflettere sulla riforma universitaria, che ora non appare così urgente come sembrava all'inizio. Mariastella Gelmini ha precisato che continua "a lavorare sulle linee di indirizzo ma nessuno aveva pensato di fare una riforma per decreto". Nonostante negli scorsi mesi fosse già stato presentato uno "schema di decreto legge" per valorizzare il "merito nelle università e negli enti di ricerca". Attualmente quindi il Ministro è al lavoro per presentare un disegno di legge e non un decreto legge sull'università, perchè convinta che serva una riforma. Tra le idee di riforma più contestate dagli studenti c'erano sicuramente quelle che prevedono la possibile trasformazione degli Atenei in Fondazioni e che sono considerati da molti studenti come un tentativo di privatizzare l'università e quelle che prevedono un blocco del turn-over dei ricercatori negli atenei. Il Ministro ha fatto sapere che attualmente si stanno preparando disegni di legge specifici su governance, risorse, merito e personale. Bisogna solo capire se il cambiamento avvenuto al Ministero, con la "cacciata" di Varrone rappresenta una vera e propria inversione di rotta oppure è soltanto un "atto dovuto", determinato dalla frenata del governo sulla riforma universitaria. 10/31/2008 Sciopero della scuola, è polemica sui numeriLa manifestazione di giovedì 30 ottobre che ha visto migliaia di persone scendere in piazza in tutta Italia ma, soprattutto, una imponente partecipazione al corteo di Roma promossa dalle sigle sindacali della scuola, ha scatenato polemiche tra i rappresentanti del governo -che hanno minimizzato l'entità della protesta- e l'opposizione che ha invece voluto ribadire l'importanza di questo movimento di piazza. ![]() "Ho letto che a Roma ci sarebbero state un milione di persone. Purtroppo c'è il vezzo di moltiplicare per dieci le cifre reali... Ma 100mila persone sono comunque tante'' ha commentato il Ministro dell'Interno Maroni. "Vedo una sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità". Così il presidente del Consiglio Berlusconi ha commentato da Palazzo Chigi la manifestazione di oggi."Il movimento contro la Riforma Gelmini" - ha voluto ribadire la Rete degli Studenti- "a differenza di quanto affermato dal Presidente Berlusconi, si è invece affermato come plurale e trasversale. Il movimento non ha permesso a nessuno di farsi strumentalizzare. Gli unici a rovesciare la verità sono il Governo ed il ministro Gelmini, che da giorni continuano a dire che queste riforme miglioreranno la qualità della scuola italiana".Per il leader del Partito Democratico Walter Veltroni ora "il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno". In merito alle mobilitazioni del 30 ottobre Guglielmo Epifani - segretario generale della CGIL- ha dichiarato: "In tutte le citta' d'Italia ci sono migliaia di studenti in piazza, e' davvero una manifestazione nazionale, sia per quelli che sono venuti a Roma sia per quelli che restano a manifestare nelle loro citta'. Credo che sia la piu' grande manifestazione mai fatta sulla scuola''.Quale sarà il futuro della protesta? Il Ministro dell'Interno Maroni ha già messo in guardia gli studenti: ''Chi occupa abusivamente, impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Finora il fenomeno si è limitato a manifestazioni fisiologiche di dissenso. La continuità didattica è stata garantita''. Ma su questo punto gli studenti non hanno dubbi e, secondo un'inchiesta di Studenti.it, il 64% è convinto che le proteste continueranno a tempo indeterminato. 10/24/2008 Video Assemblea D'istituto 23/10/08Siracusa 23 ottobre 2008 il liceo Quintiliano risponde con la lotta alle minacce di Berlusconi:
"Il 30 ottobre scenderemo in piazza come in tutta Italia, assieme ad insegnanti, genitori ai lavoratori precari e al personale ATA: la mobiltazione non si ferma. la "Riforma Gelmini non passerà" Per vedere il video dell'Assemblea clikkate nel link qui sotto ---> http://www.consorziodellearti.it/quintiliano-asseblea-contro-decreto-gelmini-23-10-08.wmv 10/22/2008 Mobilitazioni a scuola, gli studenti del Quinitliano occupano e anche altre scuole"In tutte le scuole siracusane, a partire dal 22 ottobre ci stiamo mobilitando in quanti più possiamo per occuparle e organizzare assemblee straordinarie per discutere e protestare il decreto 133." "Il Liceo Quintiliano di Siracusa occupa per far sentire la propria voce e e per non far decidere agli altri il nostro futuro, per una scuola più seria e con più fondi, per un'istruzione dignitosa. A Siracusa occupano il Liceo Quintiliano, il liceo classico Tartagallo, il liceo scientifico Corbino, l'Istituto tecnico ragioneria Rizza, istituto tecnico commerciale ragioneria Insolera, liceo scientifico Einaudi, liceo artisti Gagini." <guarda la foto 10/19/2008 Occupazione QuintilianoGiorno 21 e 22
OCCUPiAMO lA SCUOlA!
ore 8.00 tutti davanti la sede centrale dell'istituto polivalente QUiNtiliANO.. manifestiamo contro la GElMiNi per tutto il disastro che vuole combinare! QUiNtiliANO..SVEGliAMOCi 10/10/2008 No al decreto Gelmini - 300.000 gli studenti scesi in piazzaSono 300.000 -secondo gli organizzatori- gli studenti scesi in più di 90 piazze italiane per protestare contro i tagli alla scuola I soldi per la scuola non si toccano! Il coro dei manifestanti avverte il piazzale davanti al Ministero dell'Istruzione dell'arrivo degli studenti che oggi sono scesi in strada a Roma, così come in altre 90 città per urlare il loro fermo “no” alla riforma Gelmini.I ragazzi delle scuole Montale, Tasso, Archimede, Aristofane, Visconti, Carducci, Bruno per citarne solo alcune, ma anche di paesi e città vicine alle capitale si sono “armati” di striscioni, adesivi, comunicati e slogan contro il decreto Gelmini. “Non è che l'inizio” si legge sullo striscione dell'Unione degli Studenti posto davanti all'ingresso del Ministero e, andando con la mente al futuro sciopero indetto dai sindacati per il prossimo 30 ottobre viene proprio da dargli ragione. Migliaia di ragazzi, 40.000 a Roma secondo gli organizzatori, si sono dati appuntamento per arrivare al Ministero con un solo obiettivo: essere ascoltati. La colpa più grande del Ministro Gelmini, secondo gli studenti, è quella di non averli informati, né ascoltati e di averli messi davanti a una situazione compiuta. I ragazzi chiedono quindi a gran voce la cancellazione della riforma, si dicono contrari al voto in condotta e, soprattutto, ai tagli finanziari alla scuola pubblica. Questi i motivi scatenanti della manifestazione che, giunta al piazzale del Ministero, si è trasformata in un'assemblea pubblica in cui chiunque lo desiderava ha potuto esprimere le sue opinioni; tra questi anche diversi genitori e professori che manifestavano la loro preoccupazione per questa riforma. Un'assemblea: “per urlare al Ministro i nostri contenuti. Perché lei non ci ha voluto ascoltare” si sente subito dalle casse, dopo aver invitato tutti a sedersi per un'occupazione pacifica della piazza. ![]() Tra le domande e le perplessità espresse, ricorre spesso quella sulla destinazione che avranno gli otto miliardi di euro tolti alla scuola pubblica e, soprattutto, paura per il futuro. Timore che un giorno chi non potrà permettersi la scuola privata si ritroverà in una scuola di serie B, perché l'indice dell'accusa è puntato proprio sui tagli alla scuola. Molti ragazzi, soprattutto quelli delle scuole tecniche, ma anche quelli del Rossellini, la famosa scuola di Cinema, lamentano già ad oggi una situazione in cui mancano i fondi per i laboratori, classi in cui piove dentro, strumenti e strutture che non funzionano e non vengono ricomprate, così come i ragazzi del linguistico scendono in piazza per mantenere le loro 40 ore settimanali che, se tolte come previsto dal decreto, comporteranno meno ore di italiano o storia e, conseguentemente, meno cultura. “Se a questo” dicono “aggiungiamo anche l'assenza di fondi che futuro avremo...”. Sarà un autunno caldo per la nostra scuola? Dai contenuti e dal sole di Roma, si direbbe proprio di sì 10/9/2008 30 Ottobre: sciopero generale della scuolaSindacati si mobilitano contro i pesanti tagli alla scuola, per rivendicare un confronto più ampio con il governo ed il rinnovo del contratto della scuola, scaduto da diversi mesi
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